lunedì 27 luglio 2015




                 il giovane
              "acqua su tavola di giglio"










venerdì 17 luglio 2015



Serve qualcosa per raccogliere



Chiudi le labbra
ora se ne hai coraggio
non desiderando una vita di sfumature
e per amarezza
rifiutarne le parti più belle

butta l’amo, il braccio
e anche la testa libera
pesante
dei tuoi capelli sui frangenti

un attimo di onde e sale
ed il tuo cervello in pasta
cibo per patelle.

Si è spenta la spremuta d’orgoglio
la ragione d’essere

un attimo
patema d’animo e risveglio
miele che appiccica le labbra
affogando nello yogurt la ragione d’esistere
acqua fresca dell’ultimo senso
paté per truppe con rancore
nel sogno di vino lo zucchero
mentre osservo i fori
di chi gratta la vita

e tutto diventa secco.


Un mestolo per la schiuma
e siamo tutti più contenti.




venerdì 10 luglio 2015




                                 
                              VAL







martedì 7 luglio 2015

lunedì 22 giugno 2015





Flebile è il respiro

come la tua immagine riflessa
nell'acqua stagnante

non è questo contorno magnifico
che ad occhi aperti descriviamo agli altri

un giorno non è un giorno
non è neanche un momento che passa

il tempo non esiste

esiste solo quello a cui noi diamo importanza

e tutto quello a cui noi diamo importanza
non ha tempo


e quindi il tempo non esiste.







Immerso


Con la mano tolgo la polvere
sono abbastanza stanco da non accorgermi
di una nuvola densa e magari profonda

è così il mio mondo
chiuso tra i libri accatastati nel bagno
ed il corridoio colmo di saggezze altrui

una vita, un sogno
un’altra vita, un altro sogno mi portò
dipendente
e son questi frammenti di marmo per terra
che danno luce e bellezza al mio camminare

e mentre son solo, avvolto nell'ombra
di viola scuro
tutte le mie paure prendono forma
paure amiche, paure per cui ridere
con cui convivere.

L’estetica e sentendomi infinitamente
e soggettivamente dotato di fascino
mi ha reso prigioniero
sovra-umano, sopra le mie capacità
ma la convinzione è forza
era forza, è luce
luce in penombra.

Le mani mozzate nei secchi del sale
quattro viti in un calibro di 25 ml.
raccolgo le foglie di menta, quelle più fresche
per ricoprirmi, cercare di camuffarmi
ma la polvere rimane
è tutta attorno.

Un piccolo portagioie finto etnico
non so da dove viene
è davanti a me

come saliva il sangue
quasi fino alle spalle
veniva dal petto
e rosa fino al collo

forse è anche vero
è ben lavorato.

L’animale si struscia sulle gambe
cerca cibo

L’animale è libero, non pensa
prigioniero in un piccolo mondo
nella sua inconsapevolezza

io non sono solo
sono anche io libero ?




martedì 16 giugno 2015

Normale

L' orecchio di Gigi
in fondo era normale
in fondo sentiva il suono del mare.

Il rumore dei sandali
il battito del cuore ,le parole.

Il cuore di Gigi in fondo
 non era speciale ,
normale ,una cialda.

Un cuore è un cuore
non un orecchio ,
si assomiglia un po' .

Forse ha un colore diverso il cuore ,
forse .
Mah,una cialda .
,


Felicità.

Tu mi parli ,
nel sonno del giorno
quando vivo come un ventenne
mentre mi agito sobrio
o mentre mi arrendo ubriaco .

L'idea del cambiamento
tra giorni statici , odori violenti
nelle notti incerte ,delle certezze impagabili.

Le mummie delle fabbriche
le anime disossate dalle cattive parole
hanno generato vomiti  e pianti.

Transatlantici e menzogne,
politici moderni in piazze barbaricine
donne che li acclamano ,nuovi rozzi poteri
esultano per un nuovo sultanato .

Siamo nati,
inconsapevoli giocatoli
siamo solo oggetti, in fondo
la crema e la ginnastica e gli specchi
ci han reso migliori ,
ma il profilo è basso
è la rabbia è tanta ,come la miseria.

Il dolore ,
come il sudore non si controlla.

Vedo la tua ombra in fondo al nulla ,
luce che attraversa il tuo sguardo
calce che si specchia tra i  battiti
tra le dita il silenzio e la polvere.

Riapri le finestre
la luce del giorno ingiallisce.
Ora tu mi ascolti.

giovedì 11 giugno 2015



                 ZEN-A


       
         centro





                                attraverso





                                   ragione



             

martedì 2 giugno 2015





                                                    No  Frills






giovedì 28 maggio 2015




Dialoghi notturni e diurni


In fin dei conti è una questione di gusto, a te aggrada a me non aggrada
e prendendo per gradi le possibilità commerciali, il marketing
e gli sponsor che sono dietro, a me piace ancor di meno.

Oltre questa piccola parentesi personale, sui gusti particolari
la notte con il “ruspista poeta ambulante” ed il giorno con il “cuoco genio pittore”
nel tempo è passata sul “vero”, su quello che esiste e su quello che non esiste
su quello che succede e su quello che non succede, sulla totale disinformazione
distribuita alle masse e sulla possibilità del singolo individuo nel districarsi
nella menzogna .
Sui sogni e sulle azioni possibili, sugli investimenti per il futuro, sulle idee
su un futuro realizzabile, progetti per una vita migliore.
Sull’impegno futuro e sulle paure presenti e reali, sui figli, sui padri ed in una luce
di speranza sulle future generazioni.

Ogni nuova idea è un passo avanti, un passo avanti è una nuova libertà
i piccoli compromessi, porte aperte a una lotta interna di principio e all’"autovergogna"
non sempre sono
un adeguarsi alla merda comune anche se all'apparenza è quello lo stato d’animo.

L’importante è non omologarsi nell'idea del profitto nel senso più negativo
ma solo in positivo, appunto, non vendendo merda, utilizzare un mezzo per realizzare
un sogno.
E so di dire una cosa scontata, cosa volete farci, forse anche stupida.

E questo era solo un’altra parte del dialogo notturno che è finito oltre l’alba
e che è continuato due giorni dopo oltre la manica.

Il resto, la parte migliore, illuminata ed illuminante purtroppo non la posso descrivere
essendo troppo personale oltre la mia libertà nello scrivere
forse è quello che voi mai avrete, anche se lo spero per tutti
il senso non è solo nell'amicizia ma oltre, è il senso chimico- fisico dell’unità
ed esserne coscienti
che è anche più in là del “semplice” volersi bene, è un germe di un futuro possibile.

Ne manca uno all'appello, l‘elettrone che si scontra con il nucleo
per fortuna, almeno lui, lo vedo più degli altri
“il malinconico soldato elettrico che combatte contro il mondo”
una dinamo che fa ruota su se stesso, un’allaccio sulla realtà.

Il karma che si paga da solo, come qualcuno dice nell'estasi di un bicchiere
sulle sponde di un fiume che scorre solo d’inverno
e che d’estate e solo spiaggia e pozze per libellule
che noi amiamo.




mercoledì 13 maggio 2015



Discussione sulle primavere


Vendevo uova in uno dei miei sogni
e desideravo seguire nei boschi
i cammini di selvaggina

per descriverlo nei miei ricordi
alle future migrazioni


tra il giorno che passa chiaro alla notte
reo il cielo sgombro di nuvole
e lo scuro delle ombre degli alberi
e la tenue luce che filtra tra i rami

nell'antecedente naturale della storia caritatevole
ed il presente schiettamente manipolato dai media
l’asservimento incosciente

non trova ragione e fama

è la fame del rimpiangere le primavere
mentre si continuava a sognare

il mio banco di uova fresche
e chiamavo ogni uovo per nome
col prefisso figlio di
a seconda del nome della madre

si davano fuoco nell'autunno delle memorie
come cataste crematorie
all'immaginario delle speranze

e nessuno allenta più la propria corda
erede di un'idea

che diventa cenere e poi fumo da spargere sul fiume







giovedì 7 maggio 2015

domenica 3 maggio 2015


Tarallucci e merda


Al volgere della sera
a ridosso della notte

la quiete prende nuova forma
ansimando delle fatiche quotidiane

e i contorni delle idee si fanno netti
senza ombra di sbavatura o crepe

e la sostanza, quella insita nelle parole
diventa verbo e preghiera e canta

l'inquieto inafferrabile sussulto
nato con noi da luce propria

al riverbero della superficie nera
dove le cromature dell'esistenza

hanno invaso di luoghi poco comuni
l'effetto illusorio della vita

dietro specchi spaccati e realtà deformi
la pelle di serpente è lingua di bianconiglio.






Joy Division (2)


Corriamo in una terra di nessuno
attenti alle sensazioni più profonde

crediamo all'odore dei corpi
alla nostra disperazione

non sappiamo dove siamo stati
non sappiamo dove andiamo.

Gianfranco


Stancante violenza
fine a sé stessa
incline
al sadismo
non è ricerca
ma giustificazione
di propri moti interiori
“ se non credi a me
sono casini''

la mia interiorità
forse è denutrita di limpido
perché lo sporco è così quotidiano
da farmi quasi sorridere

ma sbatti la porta tu
non c'è mistero per me
guardo semplicemente cosa rimane
nulla

ricordati che sono un poeta
conosco il fondo più fondo

il dolore che non ho vissuto
lo posso far vivere con le parole.


lunedì 27 aprile 2015


La reciprocità degli zuccheri


E continuiamo a giocare, ho voglia e necessità di un bagno
devo cagare, non vorrei morire così come un coglione
soffro per quel che soffro, per un soffio

e allora lo sono, pazienza.


Ancorato come patella sulla calce come uno struzzo
cemento per difesa
fondamenta, in fondo non cerco niente
non cerco neanche parole

un’ albero che parla da solo
uno strappo di penne in qualche magazzino
un grido di dolore e di aiuto di qualche oca
di molte oche, nel vuoto
per descrivere la mia disperazione
la mia sensazione di paura.


E vorrei anche sentirli i decantatori, futuri gioiosi
spensierati
quelli che da piccoli non lottavano, prime luci
illusioni, miraggi, attese

eppure aspetta a tutti loro una prigione triste
un giorno vessato e oppresso in cui tutto sembrerà rifiuto
o un rifiuto per cui selezionare le carni

a me la testa e a te il cuore ancora caldo
il panico per il mio corpo debole
il fegato ce lo divideremo a morsi.


Anima instabile che corre e corre ancora
soffrendo piena di vizi, oltre essere una realtà
è una comodità, come  un falò

come un faro.

Mentre le urla non tornano da me, nei giorni che verranno
mi sforzavo tra i rovi, nel mio essere coraggioso tra il frigo
e la lavatrice in mezzo a prendere troppo spazio
e per questo soffio

un soffio che non mi salverà, come non mi salverà un’idea
o una ragione.

Batti forte
il cuore è debole e non mi può rispondere
batti forte, tanto il cuore oramai è quasi morto
batti forte 
non ti risponderà nessuno.