mercoledì 17 luglio 2019





               trasparente cremisi




      non è per questo che mi sento un fungo
     muschio in ombra

         non è per questo che  non riesco
         a stare qui

                                 un qui odioso

         un qui dilatato....

               non è per questo che mi devi baciare


         oggi, sono stanco di essere verde

              ero stanco anche ieri

              ero meno verde



              dietro le tue spinte

                        dietro le tue spine
              un sole che si spegne


      alberi, alberi, foglie e vento

           problemi

      pioggia, luce e sole

           apro un varco



       aria fresca
          i tuoi abbracci profondi


       e tutto intorno suoni

         fiati davanti alle rocce
            aspettando il nuovo nato


           radici  incollate
       con lo sputo sulla fronte

               non è per questo che vorresti baciarmi

        abbracciarmi in umido

               o germoglio che ti manda affanculo...











mercoledì 29 maggio 2019







       non vedrò  altro




il cuore nero scoppia
e tu non hai paura

quando, dondolandoti e gridando
avrai bisogno

mari e azioni
vedi che stiamo alzando un muro di paglia

mari, azioni
non basterà un fuoco


baffi sulla faccia, donna di peli e di tamburi
peli che scendono dai lati del viso
tamburi e stringhe

marrone sul marrone


voce che grida, canta

mi avvolgo, mi avvolgo per prenderti
e capirti

uno squillo rauco




mi viene difficile raggiungerti
su quel tetto, dove sei sdraiata

come è il grano, posato a essicare
è difficile per me raggiungerti



non cantare, non cantare

sei lì dove il mio cuore non vede
il mio cuore nero

quando hai paura e scappi, grida
non è una colpa

batti sul petto, colpisci


noi siamo
ma nessuno di noi è

ed è qui










domenica 26 maggio 2019







    Correre via 



solo la strada
una volta ti concede
mentre scappi

e non chiamare gli amici
che non ti rispondono
sono impegnati

calcoli di orbite

"ammartaggio" nel mese sbagliato


come arrivare

solo la strada
una volta ti coinvolge

siamo noi

e allora non piangere davanti al mare
è solo l'inizio

una vacanza con la moglie di qualcun altro
che portava
brutte notizie per chi era scalzo

e non riesco ad alzarmi
senza un coltello
devo essere libero di parlare

e anche chi non sente

attraversando il tramonto
le braci
io ancora sogno

per chi sa chi siamo
per chi sa chi sono

gli invitati si salutano
alla fine della serata


ma io sono sono ancora qui

sino a che si fa ora di andare

e non so dove

andare....







giovedì 3 maggio 2018





La nutria nera nell'immaginario collettivo



le code di comete non fanno più presa su un popolo di persone sole

anche il sole è solo

malgrado tutti i pianeti che gli gravitano attorno.



Dov'è finito l'istinto ?



la coda dell'animale che rantola
nutrie che si riproducono cambiando colore

e camminano, sforzandosi tra il sangue immaginario
della forza mediatica principe della vita

e i pugni in faccia dell'umiliazione


la fine dei sogni che non hanno avuto inizio
la monotonia del non coraggio

non mi uccido, magari guardo un film per distrarmi



"l'inerzia"

una rondine apatica che non parte, non ne ha più voglia



alzarsi per arrivare

alzarsi col sorriso, ridere, sprazzi di felicità

con l'unico scopo di tornare a casa

casa rifugio, casa dell'anima, scudo sul mondo


schiacciati dal peso della disillusione









domenica 29 aprile 2018







 risacca



tutto ritorna a riva anche i pensieri deboli

e tu dove sei
che guardi il mare asciutto
e lo riempi delle tue lacrime
salate

e la tempesta dei tuoi capelli

un amico del cuore
che con le sue mani
avvolte
te li tiene fermi

mi pulisco le mani con la bocca
o viceversa

quattro gradi di giudizio
tra i fiori dell'indulgenza
dormire

dormite

sempre nel'ansia di essere svegli
per essere folli basta un gesto
un attimo

per essere umani
occorre capire la reciprocità

per essere persone
non serve niente

fuggire
fuggire da noi
l'unica soluzione è
tornare bambini

ciliege mangiate sull'albero
sull'albero del vicino
il vicino
l'estraneo che era il padre
l'albero del padre


i frutti non erano i nostri
ma tanto dolci da sembrare un furto
un furto in casa
la libertà



il sale si scioglie sui miei piedi nudi
l'acqua li assale

vedovi di scarpe che non ci accolgono
perché non sappiamo dove andare

sabbia di battigia sul mio peso
sto in piedi e canto
sento freddo

è ancora freddo il mare infinito
davanti a me







lunedì 23 aprile 2018




E,   si


non esiste e non esisto chiudo gli occhi una forza non penso un onda non esisto
qualsiasi cosa accada per forza delle cose non esisto un momento di calma
un'assenza di vento un sospiro una schiena che diventa una scena
uno schema uno sciame un pericolo una vita distante da me
distante da me è la sorte               non esisto
non esiste scogliera di muscoli e distante è la morte dell'astante e io
io non esisto non solo

so quel che è vero per me     non esisto

non esiste esemplare di rivista per il tempo che passa
a rigirar le pagine senza sgualcirle cercando stracci
prezzemolo estivo la scusa per ballare e ballare
non esiste coppia che resiste
all'originale che non esiste

chiudo gli occhi e non esisto


             sto





(stoznellamemoria)











venerdì 15 dicembre 2017




  YE's'MEN



anni di bombe, persi tra le macerie
al posto di

non ho scelto

sveglia, sveglia
i divani camminano con i nostri sogni

e ci sparano anche mentre facciamo colazione

siamo felici, qui, affianco
i muri traballano e noi mastichiamo qat

mentre ci strappano la vita

siamo felici

non importa, un massacro senza pubblicità

noi non cerchiamo i colpevoli

cerchiamo i pezzi dei nostri cari
per sepperlirli

nei crateri tra le case
cerchiamo da mangiare tra la polvere

tra i buchi dello stomaco e gli occhi scavati
dei nostri figli

cerchiamo di sopravvivere


e verranno poi tutti a chiedere del nostro dolore
fanfare televisive

con telecamere vive e  microfoni intelligenti


adesso, tuttavia,  tutti muti, morti
morti che non fanno notizia

e cosa dovremmo rispondere
tra lacrime amare di sangue

seppellendo nipoti

noi che portavamo orgogliosi
indosso, pugnali

siamo scheletri con pugni
di sabbia.









mercoledì 11 ottobre 2017





coda di gambero il futuro è l'acqua



cavoli di immondizia

cava la laringe che stringendo stride e
costringe la parola

ed invece di te
una idea

niente di meglio di un tetto rifatto


attraversando il cielo di un giorno

i cubi di campagna persi tra gli eroi in vacanza

parlare o non parlare, viaggio collettivo oltre confine
della nostra esistenza

isteria dell'estero della provincialità





fermi davanti all'indefinito e poi ripartire

(quale pausa più intensa
può colmare il vuoto della tristezza
la disillusione davanti alla stupore
della visione dall'alto di un orrido
parcheggiati davanti a una casa cantoniera)



il senso iniziatico nascosto dai lamenti

i fazzoletti  regalo degli amanti

come contorno per una natura più bella

e descrivere tutto  in telefonate internazionali



la piattaforma, punto fermo, ormai è nostra
o fatta nostra

bellissimo tutto

coda di gambero hai perso la testa








domenica 8 ottobre 2017






il silente



ho fame
il silenzio mi fa male alla pancia

la pancia è gonfia
il silenzio non mi aiuta

aiuto
il silenzio è dentro di me


dentro di me
non c'è niente

il silenzio è assordante


sono sordo e ho fame





sabato 2 settembre 2017

Leggenda


Vai.



Sei La pubblica voce.

Identità sana , marinaio.

Soldo e sorella vergini dalla politica.

L' Anarchia delle dita ,delle parole.

Una canzone libera.

La scimmia ,nello spazio.

L'etichetta di labbra contorte dal fumo.

Parole dette abbastanza e consumate.

Della fine della replica sei la sbronza.

Nelle parole ripetute dall'alcool , la sintesi.

Solo,identità .

Individualista , identico allo specchio.

Ambrata sabbia senza cuore
senza parole ,solo ombre di furberie complici.

Vai pure, dipingiamo poi

vai pure ,coloriamo dopo.




Panca di legno.



La pioggia negli occhi mai sulla terra
odissea di alberi che soffrono.

Come pietre che calcano la vita
come panche in legno vuote
sopra ciglia  nere ,un cucchiaio di miele sui corrimano.

Chiara è la
sul bordo della strada ,durante l'autostop
io non sono con lei;
con lei non sano stato mai.

Io  vuoto a mangiare una pizza
io pieno ad occuparmi del gin sulle bevande.
Prima del mare le birre ,dopo le insalate
cerco una polvere per le mie malattie
una luce per le strategie ,un ombrello mentre piove.

Il sole sulla schiena mai sulla mente
sudo come un cane San Bernardo ad Orosei.

Succhio il ghiacciolo ,una ferita sul dito
uno sputo come diceva mio padre ,una pisciata;
solo un graffio,un cucchiaio di merda sul corrimano.

Marta è la
all'ingresso del Bar ,piena di soldi
io non la riconosco ,l'ho sognata solo per un mese;
le sue labbra le ricordo, le sue parole no .

Io pieno ,senza pianificazioni
curvo , di plastica, una bottiglia di acqua gasata vuota.
Le insalate tradizionali nel vento vuoto del basso piemonte
nei peli della barba ,nella Barbagia e nelle sue tradizioni (a settembre)
alle parole dei vicinati che urlano vendette per uccidere il tempo.

Io so dove mi vogliono,
rimango seduto da solo in una panca di legno.





Tortoise





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