lunedì 4 gennaio 2016

Una volta


Non chiedere ,non connettere gli ultimi fili
mai essere colmi di solitudini mai battezzare la vanità

Non amare i fumi se i fiumi non li hai attraversati
il veleno del vento e pronto a  coccolare  sue vittime.

Rotolano le sue anime e le sue bugie .
vino bianco e cosi sia .

Ho perso ,vaffanculo non penso.


Possibilità.

Io ho speranza abbastanza e lucide energie
meno critiche e pi ironie
sogni arroccati e abbazie mentali
ucciso squali e monotonie
tante solitudine ,tanta solitidine e riflessionii ,viaggi
emarginazioni non volute
ubriacature sofferte e diete felici
nessun abbraccio con attrici moderne
ma estenporanee  seghe rimediatrici
al sugo alle vongole alle cornici
alle cazzate vendute nel numero
delle porcate usate nel numero
delle minchiate usate nel numero delle possibili
vedute del numero zero

Vino bianco



La luce usa la voce
il tuo volto da luce
la tua ombra è un volto
un occhio nascosto tra gli olivi,
il mio essere nervoso
dipinge le ombre .

Per un attimo ti ho perso
nella vita mi son perso più volte
nelle ombre dei tuoi seni mi immergo
potendo navigare altrove
ormeggio la mia mente sul porto.

Ovunque tu sei
per ora,tra gli ulivi
nel porto.

Lucido






                                    Cose o case o anime e pensieri
                               fino  a ieri luci e persone
                           nello specchio aridi immagini
                                 nella riflessa luce solo stupidaggini.

                                    Volo via membro della società,
                                          vivo qui stupito
                      luce che attraversa la mia malinconica lanterna
                                 le foglie delle fragole incupiscono
                    la mia finta immagine mentre le ghiande ingrassano
                                            il futuro e la mia vera solitudine .

                     Polvere e cacca di cane ,luce e amori persi
                  sorrisi dettati dai battiti e dalla mia ipocrisia
               pensieri e dettagli sbagliati dall' ipocrisia degli altri .
                  Pure se voglio fare bene ,sbaglio
                    se voglio fare da bravo bevo se voglio essere me stesso
                          penso poi bevo per pensare che ho fatto male
                              a bere per pensare bene .

                             E bello pensare bene mentre il mondo
                                 si rende astemio per criticare .

venerdì 25 dicembre 2015





       Bucce 



Su e giù per la terra
chi chiede e chiedeva il manto

il vestito lungo, per un giorno in più

ta da da ran...      godi adesso.


Ho appena aperto la porta,  la sposa non aspetta

venderei anche l'anima che non ho
e così è fatta

ta da da ran...      siamo campi aperti.


Ho costruito questo palazzo, sono nervoso
per quel giorno in più

abbassa le mutande

dalla mollica al pane, non è sicuro
per quel finto rapire

attaccati al muro.


Ci gridavano tutti dietro

della bestia che è lenta
per quella strada che non c'è più

ta da da ran...      com'è bello.


Nel punto più alto c'è un cesto per ogni occasione
nessuno lo potrà vedere.


Aspettando gennaio
si possono commettere incertezze

ta da da ran...      la memoria.






sabato 19 dicembre 2015




Grido futuro


Scegli un'altra forma
quella tonda è già stata usata

voci, voci
forse domani.

Una voce
un'ancora nella sabbia.

Urlo a bassa frequenza per farmi sentire
mentre aspetto
i parenti e gli amici che non vengono
scavo un fosso
per arrivare dall'altra parte del mondo.

Guardo intensamente un cacomela magari si muove.


Una radio amica del basso piemonte
 mi ha fatto sapere che lì
c'è un freddo appenninico

qua al mare ancora c'è caldo.

Un caldo strano, albergo per le mosche
15 gradi al mattino a dicembre
una  parte di tempo
che non ha avuto luogo, ne ragione.








sabato 5 dicembre 2015




Lussu e tanti calci in culo



Le bandiere ci avvolgeranno per lavarci
fascio, fagotto e benda dalla testa ai piedi.

Un agosto lontano tra canti e sangue per colorare la lana

conservanti e conservatori per tenere in fresco i bambini
congelatori e uova per l'inverno.


Abbiamo preso il potere
del giudice e della giudecca

ci piove sopra
ci bagniamo

non c'è ragione nella vita
che è nata
è morta in quartiere

tutto è un insulto
un insulto umiliante.


Oltre il fango dei fossi le trombe squillavano
di continuo, come sveglie

non importa quello che si vive
ore e ore rassegnato a cantare

ma come s'incontra la morte.


Nel vendere il culo per due spiccioli
schiaccia, schiaccia,  c'è ancora spazio

le terre lontano dalla testa e filare
per filare sempre più stretto

c'è ancora margine d'offesa a chiudersi
in questo labirinto.


La vita, "bellissima e variopinta"

sono i minuti eterni in questa ressa che  continua
appesi con le macchie a gridare al vento

il vento di un giorno.


Un giorno ancora

nel perdersi nel tetto di una casa distrutta

o in un sogno

con tanta merda addosso

e sperare fortuna, tanta fortuna.













mercoledì 25 novembre 2015


Parola


Le parole fanno fatica a parlare come corpi esanimi sono incapaci di descrivere ciò che accade incapaci di disegnare attraverso suoni ed immagini un quadro reale della realtà talmente è forte la trasfigurazione mentale da rendere ogni tentativo casuale improprio e fasullo.

La comunicazione è una circostanza, un accadimento, una necessità :

cani da caccia tornano con la propria coda tra i denti e contadini ribelli sparano contro la luna mentre un fetore salmastro si alza dalle alghe per dire che siamo vivi e pareti intanto ci irridono sciogliendosi nei colori dell'autunno che fuori impera.

Occhi rossi di melograno quando rubo il tempo alle scoscese vie della presenza perché pare che la mia presenza sia simile alla parola.

Nato parlando
suono
immagine
parola.



giovedì 19 novembre 2015




Non era maggio
e non avevo ragione


Non sono contento
il fiume scorre lento

l'acqua e le pietre vanno in senso contrario
e scende giù che è un piacere di vita

mi bagno le le mani.


Dovrei parlare dei rivoli della pioggia
ma non ne ho voglia

preferirei parlare dei sassi  
delle foci
delle sabbie che si ammassano

dello scontro impetuoso e non in differente con il mare


ma il pubblico ama il fiume
vuole il fiume  
ama le funi.



Fiume di ragioni e incertezze
fiumi di sangue anche al di la del tavolo

fiumi che fumano quando bruciano
fiumi e basta.


Sempre

non sono contento

il fiume mi è scappato di mano

e scende giù che è un piacere.








domenica 8 novembre 2015





il sole splende



Era un cuore solido, forgiato d'oro
una via, una vita, un indirizzo

tanti ideali da spendere nel tempo
nel vento, nel ghiaccio, nelle colline


poi fece soffrire qualcuno
e ne fu talmente colpito da rimanere muto


l'oro si trasformò in stagno
poi in ferro che diventò ruggine
e col passare del tempo in ruvida pietra

grigia, consumata, umida dalla pioggia.


Saldato dall'onore
un corpo da fare invidia
capelli colore dell'autunno più bello

tutti lo salutavano
un cenno, una mano che si alzava
un sorriso, un assenso
un gesto minimo della faccia
uno sguardo di approvazione.


Era un cuore colmo, fermo
un respiro e una parola
un pezzo di ragazzo
argento vivo.


Una strada, un mito, un'opinione.


E' morto, mi dispiace
è morto solo

ma sicuramente è morto contento

giorni felici.





martedì 27 ottobre 2015




L'altro giorno, un giorno




 io sono qui
seduto a osservare

per un momento

parte della bellezza del paesaggio

tranquillità



schiena di monte non duole
fumi malvolentieri

guardandoti dal basso



la poiana che passa
e da lontano
mi saluta



sembri diversa
un poco e un poco non vedo male


tavola imbandita
colori azzeccati
tappeti di castagne



strizzo gli occhi
e vedo nella compiacenza comune
adeguato, appropriato e confacente

frase fatta che passa
e mentre passa


un groviglio     un attimo
una mano che non è un braccio
un braccio che fa da misura al confine


tra le cime degli alberi
e il cielo.






sabato 3 ottobre 2015

Consiglio Musicale

                                                             
                                                   

Esistenza


Il rumore
delle capre o la sirena del cantiere
il dolore  della chiesa un quarto dora prima delle sei
poi  tu ci sei  dopo le sei.

Sveglia cuore , un battito
prima di andar via ,prima di un respiro
prima della della monotonia .

Dopo che i minchioni facciano corte
prima che la burocrazia
ne decida la mia sorte.

Prima della focaccia
dopo il cafe , prima del sussidio
dopo la rivoluzione che non c'e.

Culo ,cuore ,camice ,sudore
silenzio ,poi altro silenzio
attesa dopo attesa ...

Il rumore è silenzio una volta era caos.


giovedì 24 settembre 2015

Via dallo zero


Vite  dalla vita sospese ,
rubate negli anni
imbevute nel vino.

Via dallo zero assoluto , dal buio .

Mi assale ogni parola ,
setaccio di critiche e colori sospesi.

Bugie ed inni alla gioia
negli anni spese male ,
per assomigliarsi ,per specchiarsi .

Un vecchio amico nuovo di famiglia,
un vuoto per rimarginare le voci.

Illeggibile acquerello spoglio,
su una cornice nella casa di campagna.

mercoledì 16 settembre 2015





Querencia


Cerco nuvole come alianti
anime tragiche in cui immedesimarmi

e alla fine risvegliarsi
come nelle tragedie
eroe che ha sbagliato tutto.

Abbracceremo i nostri eguali
che profumeranno di fresco
i nostri eguali al limone.

Scaglie
sincronizzazioni remote
nella ricerca estetica
il fine è l'obbligo.

Pozzi
pozzi di fortuna
scavi
scavi perpetui
mani
mani che escludono

idee e progetti che contrastano
dov'è il futuro.


Forse ho sbagliato tutto
cercando una calma che non esiste.


Un gatto fissa una mosca
pensando di essere potente
e non sapendo quanto Mosca
sia grande.

Il sogno gelido si è risvegliato
nell'inutilità degli artigli

la mosca è più veloce
dei riflessi del gatto

la mosca ha le ali
i miei sogni i piedi.