mercoledì 24 luglio 2013
venerdì 19 luglio 2013
11 Luglio
Meglio tardi che mai
vedo liquido coprendomi dal sole
congettura dei tempi
in mano un pezzo di cartone
cercando soluzioni nella continuità
geografia sentimentale
per salvare la repubblica
divinità dei gesti
non c'è dubbio.
Lenti esaltano la mancanza d'azione
necessità delle soluzioni
tara genetica
follia del momento
puoi leggere tutti i libri che vuoi
compromesso
se poi non mangi avido la strada.
Ferma la verità
rimani lì dove sei seduto
tic tipico
popolo per terra
sabbie mobili all'occorrenza
nell'angolino colorato che hai trovato.
Talmente mobile da tappare
per nascondere
le bocche non propense
nell'allarmismo metodologico
continuazione dello status quo
che ci comprime in noi.
Che dire
vittime coscienti della pigrizia accecante
che fare
in assenza di uno scopo
iniziare a correre
forse no.
Trasformarsi in un pezzo di legno
pisciare fuori dal secchio
aspettando la pioggia.
mercoledì 17 luglio 2013
martedì 16 luglio 2013
Lasco
E mi fermo a guardare
mentre il cuore
duro e stanco tace.
Oggi è un altro giorno
una realtà oggettiva in più si aggiunge
nel lungo elenco che mi accompagna.
Ruoto e mi volgo
neanche più di scatto
mi giro lentamente
mi piace sempre guardare
ma lo faccio con distensione.
I miei occhi invadono la vita degli altri
e tutto è lasco
tranne la mia stretta di vita.
domenica 7 luglio 2013
Nel territorio libero di Trieste
L'Europa unita dal conio
spellandoci per i doveri domestici
nel mare di isole persone, sono solo seccati
nella festa popolare, cimici e maggiori libertà
nell'invidia religiosa, nella crisi l'umiliazione
lacerano il cuore delle origini
nella nuova concezione del mondo.
E si parla solo di liberare le merci
seppelliamo il passato
non del sogno dell'uomo, nello sviluppo del pianto
non delle sue emancipazioni, suggelliamo le ferite
non del sangue versato tra le mani
che con orgoglio ci salutano armate.
Nella strada, via delle rose caucasiche
che rischia di impazzire, i timori
tra i ritmi talmente lontani, i tumori
dal suonare all'orecchio sordo
dei nazionalismi ridicoli.
Europa, luna di Giove, vinta dai soldi e dalle paure
che mostra sempre la stessa faccia
nel fiume omofobo che suda sulle sponde
tra stelle filanti e trombette e disastri
nascondendo l'odio religioso
presi dal freddo, bruciando gli alberi d'inverno
trafiggono il cuore delle intenzioni.
Ci salveranno i banchi, i monti e le casse
lumi di garanzia
comprando per pochi spiccioli madreperle luccicanti
gli ultimi aliti di libertà
svenduti al mercato liberato dalle bombe.
Il porto di un grande impero, tra i nuovi consoli
il porta valori, accettato per forza
nella fredda contrapposizione di idee
che muoiono.
Quello che l'uomo sente
quello che l'uomo non sente.
Eurovisione.
domenica 30 giugno 2013
Sol tanto io
E quindi che senso ha
io mi chiedo
scendere dalla montagna al mare
che senso ha continuare
scavando una fossa nell'acqua.
Dove andiamo
dove
mettendomi in strada
nell'instabilità dell'essere
raccogliendo questa farsa
schiavi del vivere
di questo stentare.
Che senso ha
nella simulazione
resistenza del ripetere
seguitare a recitare una parte
istrione mediocre e ridicolo
a cui non si presta fede minimamente.
Che senso ha
nella relatività dei giorni
che ci bagnano addosso
aspettando illusi l'evento fortuito
che muterà nella durata di un soffio
che ci travolgerà.
Che senso ha
frutto sopra frutto
alberi del sonno
io mi chiedo e chiedo a voi
mani che chiudono o aprono varchi
che senso ha
consumarsi e preservarsi.
Che senso ha
l'acqua che bevo
che sputo sulle mani
caldo che ha imprigionato il corpo
e io vi chiedo
che senso ha sudare senza sogni.
Convinzioni nascoste nell'intimità
che senso ha.
domenica 16 giugno 2013
JOY DIVISION
Questo doveva accadere
dopo tanta strada
sorrisi lacerati
per tutto quello che abbiamo speso
senza diventare vecchi
questo doveva accadere nei nostri cuori
perchè correre ci ha reso audaci
ma sensibili
ma cosa può essere un luogo
se non un obbligo o lavoro
obbligo o lavoro.
Gli oggetti cadono lentamente
lacrime sugli occhi sulle guance
mai più vicini
perfettamente distanti
ogni giorno con noi stessi.
Questo è quello che volevamo essere e
non è l'idea
ma dove siamo stati?
quante occasioni abbiamo perso
quante volte abbiamo guardato specchi
senza provare pietà e vergogna
ancora una
una mano e poi nulla
ciminiere piantate come spilli sulla
terra
vorrei essere vicino e trovare la
giusta distanza
ma questi colori cosi diversi mi
annientano
e non so come potrei dare di più
cercando ogni giorno una qualsiasi
perfezione
ma niente ha i bordi che immagino
neanche il mare
quindi so che questo sono
e se facessi di più
non sarei io.
Sentimento ed esperienza.
Sensibilità e durezza.
Assieme
imparare parole nuove e cambiare muro
avere fiducia nell'altro
stare soli
perchè brucia tutto è tutto quasi
bruciato
e le nostre decisioni sono un lume
funebre
fiamma flebile
perchè allora piangiamo di nascosto
cosa ci rende così veri
e per chi recitiamo.
mercoledì 12 giugno 2013
Si accende
Più tardi, molto tardi
penne, pulci, il volo continua
si suicidano le briciole dall'alto
segue la tovaglia che ti copriva
mentre mangiavi
non pieghi il collo, ossobuco di rotella
da molto tempo esisteva
il tetto che ti cade in testa per troppo amore
per aiutare la terra che si muove
carica di ciliegie e fiori in bicchiere
ciuffi di capelli che non ci sono più
avvolti con mollica di pane
il pane deve continuare a crescere
dentro, e fuori di te
il suo breve soggiorno, un sogno ti bastò
coltiva semi di nespola, appoggiati
su uno sgabello tinto di cianuro e stelle
piume, ragni, amici che tengono
tendono per te un lenzuolo
sapremo ciò che pensi
prima che tocchi terra
non ti fermare crosta, letto di anni acidi
che nessuno mangia
giovedì 30 maggio 2013
Lucerano
Erano visi unti e alati vissuti sulle zampe
dove lo zucchero, la frutta dal cielo
non era abbastanza
tanto spazio per crescere
e non rimaneva che provare ancora
tanto per crederci.
In mezzo ai possenti del ferro
stava la buca per salvarsi
una branda, due libri, un ricordo.
L'arto arrugginito tagliato permetteva l'ingresso
scale di legno per nascondersi
per poter reggere, sfogliando leggere le pagine
luce dall'alto.
E quando imparerai a memoria a scartare le carte
quando imparerai sarà il tempo giusto per lasciarsi
e conservare il ricordo
facendo fatica tra un piolo e l'altro
facendo fatica per non dimenticare.
Solo, a osservare i pensieri degli altri
tralasciando i tuoi
che ti erano venuti a noia.
Fino a che le ginocchia del tuo amato d'io
terranno terra
potrai continuare a vivere.
Erano luce.
giovedì 16 maggio 2013
E non si butta
via niente
buttato come forfora, via oltre gli ami cresciuti in mare
scendo le scale giusto per vederti, qualcuno che mi ama troverò
qualcuno non è d'accordo,qualcuno versa acqua
ed io pronto con la maschera che ho trovato
vorrei,vorrei, come una scorza, estremità
pelle che si perde, polline, zavorra sottile
ecco la casa che vorrei, come una vita passata
di legno e fughe e notti insonni
sempre acqua in gocce di ferro leggero
e magari mi piacerebbe ancora ballare, ballare con te
mischiando tutto
vorrei, vorrei, ma non posso essere come paglia che mi risponde
e chiaro di luna che mi risplende, non so
odio i meccanismi e odio me stesso, come battito
le notti che non finiscono sono la mia esistenza
vorrei, vorrei, uno scarto, zoccolo duro
un insetto che porta la vita
come polvere che arriva dalle stelle
essere sicuri di essere dei figli
figli di un mondo che gira
gira, gira e ritorna sempre a terra
e si, come accettare, il giorno schifoso che viene a prendere
l'anima gentile che mi aspetta non ne sarà orgogliosa
vedendo oltre il rosa del mio essere incantatore
facendo finta di essere morti
mentre ancora lo spirito vive
aspettando d'incontrarsi, chissà dove
per strada, per casa, magari per i tetti
o anche volando, tra un terrazzo e l'altro
così da essere più libero, forma o ragione
istinto o occasione
salgo le scale a forza, anche se non ne ho voglia
devo pur vivere, tutto ciò è triste
ma non importa, fa parte della vita misera che ho scelto
o no
da non perdere occasione, di avere più lapidi che finestre
dove poggiare finti idoli come fondi di boccale
vorrei, vorrei, come un osso vorrei
un seme, una pellicola che mi avvolge
vorrei ma non posso e si che non posso
come qualcosa da buttar via, nell'illusione
attrezzo la mia soffitta per fare in modo che tutto abbia un senso
e non si butta via niente
lunedì 13 maggio 2013
domenica 5 maggio 2013
La festa... anche no...
e si che chiudo archi ponti e rimorsi chiudo gli occhi col carbone
con ciò che mi piove in testa e ciò che rimane lavami lava tira via
per tutto quello che mi riguarda non vedo più ragioni o braccia che si tendono
le bucce che raccoglierò tenendole da parte una per una congegno di ingegno
e tristezza negli astucci tutte le matite consumate e spuntate
una per una vite mozze
sputati fuori i sogni ed i progetti non rimaneva altro che sabbia
sabbia arena gratuita da distribuire agli amici
tu sei pronto tu sei pronto
tu non sei pronto tu non sei pronto
non osare annusare non osare tanta sabbia per te
e pietre addosso
e si che chiudo chiudo pure i vetri per pulirli eppure non mi appartengono
chiudo gli occhi col cartone e colla di pesce con ciò che mi cade in testa
e non me ne frega niente della carta bruciata dal sole dalle zucche
nel possesso dell'incoscienza essere
le tracce che lasciavo tenendole da parte nell'illusione impegno
e divisione candida
candida aveva ragione tu fuori e io ventre dentro nei sacchi le unghie
mangiate rosicchiate con attenzione
vomitati i bisogni e i buoni pastori tra le ansie che restavano oltre la terra
non restava altro
terra terra cara cara da comprare come vendersi un arto
un braccio da condividere con gli amici
tu sei morto forse tu non sei morto
tu non sei morto forse tu sei morto
svegliati allora terra addosso svegliati
tanta terra e sopra pietre a mucchi
sasso sasso livido faccia tumefatta
e si che chiude chiudo la bocca una finestra in più
un orgoglio di lente d'occhiale me la tappo con la carta e stracci
giornali vecchi e resti di lenzuola ancora
ancora resine di rancore abbracciando l'ultimo albero
pubblicità e diga per rifiuti o solo ricordo
la chiudo per sempre per non parlare di marmi e mari più caldi
per non perderla bocca avida di tagli e si che la chiudo
ermetica avendola una bocca
mercoledì 1 maggio 2013
La scarpa
30 aprile
sto per festeggiare il 1 maggio,
mi rubano le scarpe
non riesci ad arrabbiarti
se le scarpe che ti hanno rubato
sono quelle da lavoro.
Poi ci penso,
devo festeggiare...
Forse servono
a sfamare un altra famiglia
a dare dignità ad un altro uomo.
Hanno rubato la collina
era li fino alla sera prima
che serva a far lavorare l'edilizia..
Poi ci penso
nuove strade
asfalto uguale a meno terra
meno agricoltori meno pastori
più signori da nutrire
sempre meno Italiani
con il nulla che ci portiamo dentro
negli anni del vuoto incolmabile.
Mitu è un metalmeccanico
parla con l'accento napoletano
pelle scura ,buon umore
famiglia fantastica ,
figlia dei sacrifici e delle offese negli anni .
Ad ogni uomo la sua religione
a tutti un lavoro
capace di renderci
uomini quasi liberi.
sto per festeggiare il 1 maggio,
mi rubano le scarpe
non riesci ad arrabbiarti
se le scarpe che ti hanno rubato
sono quelle da lavoro.
Poi ci penso,
devo festeggiare...
Forse servono
a sfamare un altra famiglia
a dare dignità ad un altro uomo.
Hanno rubato la collina
era li fino alla sera prima
che serva a far lavorare l'edilizia..
Poi ci penso
nuove strade
asfalto uguale a meno terra
meno agricoltori meno pastori
più signori da nutrire
sempre meno Italiani
con il nulla che ci portiamo dentro
negli anni del vuoto incolmabile.
Mitu è un metalmeccanico
parla con l'accento napoletano
pelle scura ,buon umore
famiglia fantastica ,
figlia dei sacrifici e delle offese negli anni .
Ad ogni uomo la sua religione
a tutti un lavoro
capace di renderci
uomini quasi liberi.
Iscriviti a:
Post (Atom)










