sabato 17 marzo 2012
Metà
Lauto
l'auto più gialla della strada attorno
del camion rosso e blu
a qualcuno appartiene anche la collina
pure i cartelli, quelli più grandi.
E dove ci fermiamo a pisciare
forse dovremo pagare
perfino per imbiancare quel piccolo pezzo di cielo.
Non si tratta più, per brevi soste
dove fa quaranta anche all'ombra
e per il servizio sono in tre
residui di un passato comunista
in un grosso capannone abbandonato
tra la strada in costruzione e i minareti
missili e nuove forme
terrazzi tondi e quasi bar.
Terra di nessuno
terra loro, nel sud
nel sud più sud di un europa sconosciuta
piovono peperoni secchi
e secchi in testa per tradizione
tratti di confine
dove mani sconosciute tracciano linee
e tutti ormai si pensano liberi.
Di essere ricchi, ricchi
di tutto il giallo attorno
tutto quello che vedi è tuo.
venerdì 16 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Baronie.
Sui miei piedi ,sulle gambe
dolori che non incoraggiano
alla passeggiata .
Per innamorarsi del verde
un barattolo di olive senza nocciolo
ho solo un taglio sulla mano sinistra che non si sutura .
Altrove le nubi si arrabbiano
nelle Baronie trovano colore
forse un po' di spazio.
Riflesso su una tavola di faggio
trovo il tempo per arruolarmi
vendetta di un gufo che canta di giorno .
Poco rimane agli altri se mi confesso
poco rimane a me stesso se mi confondo
poca acqua nei pozzi , mai un riflesso , una luce .
martedì 13 marzo 2012
Amici
Amici,
quando arriverò a terra orfano di lavoro
a baciare al salto le sue labbra
e le braccia che vedo lontane
come rami nodosi mossi dal vento
ancor prima di giungere a riva
le voglio spezzare.
Cuori che battono allegri
colori, grida, gabbiani
mura alte più di tre braccia
per ogni sogno che si avvera
un nuovo desiderio nasce
e niente è più dolce delle sue labbra.
E ancora un altro sfuma
quando rientrando a casa
nella bava bianca che si spinge fuori
negli angoli della bocca
il profumo del pane mi assale
prima di scorgere il cortile.
Narici aperte e dita ben dilatate
la cesta sulle spalle che gocciola sale
respiriamo e salutiamo improvvisandoci compiaciuti
così come ci vogliono gli altri
e il mare addosso sulle sue labbra.
Felici e indulgenti ci agitiamo nella corsa
venendoci incontro per un caloroso abbraccio.
Cosa vedo lontano
il legno che mi rende libero e schiavo
dalle sue labbra.
Così ci vuole il mondo
grattando fino all'orlo i dubbi
e tutte le sincerità.
Ed è sempre caldo anche l'inverno
quando il solco nero squarcio della sua bocca
mi stringe a se
venerdì 9 marzo 2012
Marrone è il colore
Sangue e non era caldo
scivolava tiepido sulla sua guancia
mentre scavava con la lingua
un fosso in cui a braccia aperte
lasciarsi andare.
Abbracciandone con dolore il fondo
raggruppandone la terra dagli argini
cercando di coprirsi
nel freddo che pioveva sopra.
Si rigirava per un ultimo istante
ad ammirare ciò che di più bello
nascondeva il cielo
mentre mani amiche versavano polvere.
Ancora aperti e spalancati gli occhi
guardavano fissi solo in alto
oltre le pareti di quel buco
solco profondo nella terra.
E lui si vede ancora.
E chi chiuso lì
testimone per gli altri
abbandonato dal corpo.
Perché tutto attorno è vuoto
perché non c'è la folla
perché la stanza non è piena.
La stanza dei suoi desideri
con pareti di legno
con il pavimento di legno
il bianco escluso
bianco solo il suo viso.
E chi chiuso lì
cielo soffitto e poi buio.
Credeva di sentire i battiti
del suo cuore
ma non era vero.
Era solo ghiaia e terra.
mercoledì 7 marzo 2012
Caligini
Corro
corro come la polvere
la crosta si scioglie
e via la brezza
e i verbi sotto i miei piedi.
Combatto
malanimo il gelo
che si stringe al temporale
di stemmi e di forza lavoro
e scudi di elmi
si tinge il raduno che grida
e querela
vendetta e giustizia.
E come polvere
si sciolgono i lamenti.
Corro
corro più veloce
più lesta una gamba
il torace già aldilà
la testa in avanti
le mani sfumate nell'azione.
lunedì 5 marzo 2012
Einfondosimostra
Far vedere quello che più grave,
i risvolti
quelli che cadono.
Far cadere quello che più grave,
la mano indolenzita.
Il pensiero batte in testa.
Adesso ascolto,
ieri ascoltavo me stesso
l'altro ieri ascoltavo te.
Provocherei un incendio
per vederti libero
per renderci liberi.
Darei fuoco,
bruciandone il sudore.
Adesso accolgo,
qualche giorno fa
tutto quello che volevamo non tornerà più,
almeno per questo fine settimana.
Far trovare quello che più grave
mi riempie le tasche
e non è sabbia
e non sono misteri
per la seconda volta.
Dopo qualche minuto
noi due avvolti nel fumo
e ciò che brucia sono le nostre mani,
solo le nostre.
Un'altra volta ti mostrerai più attento
alla mia follia.
Sì, solo un'altra volta.
mercoledì 29 febbraio 2012
il premio
Al traguardo si arriva con la lingua
leccando con pazienza
l'ultimo metro prima del filo di lana.
Si assapora così ogni palmo calpestato
ogni sasso levigato
terra battuta.
Con la lingua fuori
come maschera tribale
gli occhi sbarrati gioiscono d'isteria
procedendo carponi
nelle sembianze di un cane.
Si suda con la lingua
vapore a bocca aperta.
Il migliore amico dell'uomo
è il suo padrone
lui ti aspetta in piedi al traguardo
battendo le mani.
sabato 25 febbraio 2012
Proli
Nessuno sa dove conduce il vino delle gioie
nessuno lo sa
solo l'alma più stabile respinge la codardia
del compromesso.
Fermi all'erta del buonsenso che annusa
e ti avverte
l'istinto regola i rapporti
quando non si può toccare con mano
il sudore altrui.
Nell'empatia che la falce miete
senza far differenza tra gli steli e le gambe
taglia di netto ciò che è più pronto
o ciò che francamente marcio
a prima vista placcato brillante.
Nessuno sa dove porta la paglia
quando brucia le striature del silenzio
o se è la notte che l'imprime
nessuno lo sa.
Solo il cuore più vuoto attinge
alla fonte lasciva dell'olio di parte
quando sull'attenti l'occhio vigile
offre l'allarme
prima che si accorga delle pustole sulla pelle.
E' allora che ci si amputa gli arti
per cercare di salvare il resto
l'avanzo che manca
o solo il suo ricordo.
venerdì 24 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
Punse
L'ultima goccia cade
cade l'ultima lacrima
tra gli applausi della folla
la ferocia esasperata
blocco riunito nel sagrato
parlamenti spontanei.
Cosa togliere ancora
mollica al pane
carne all'osso
tetti alle case
coperte a chi ha freddo.
Un idea di vita
semplice sogno di una vita.
Il futuro è un dirigibile
colmo di speranza infiammabile
uccelli rapaci che ci girano intorno
pian piano battono sempre più vicini
sempre più vicini
con i loro becchi ardenti
quel esile sottile velo
che resiste all'esplosione.
Cade l'ultima goccia
brucia la cotenna
pelle fogliame secco
buchi di occhi fiori stremati
abbocca la radice senza terra
esposta al gelo.
Ma dove sono tutti ?
domenica 19 febbraio 2012
Ceste
Malati d'incenso
si ricoprono di sesso e voglie
statue di gesso minerale
appena naviganti introversi
nel modo di pistilli muscolosi
senza pagarne prezzo
a casa dei genitori generativi
quattro balzi e una trave
fuga nel blu delle notti anime
e ancora più in alto crudeli
si sfamano di occhi bulbi
ciò che non si scorge non si odora
bolliti nelle foglie del tè
nel fondo della ceramica
leggendone il passato
nuotando tra i frangenti confessati
confidenti tra i ricordi
per poterli richiamare accatastandoli
in ordine
vomitando in un canto vermi stracotti
di un pranzo proteico
gli amori per le spezie
gli anni
quelli pensati migliori
e lì che siamo nati
un minuto nel mattino.
venerdì 17 febbraio 2012
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