Lon
martedì 31 gennaio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
Cronaca
Strappo un sorriso
accomodante
nella parte più infinita
di questo cielo assordante
di azzurro e di luce.
E come solitudine
un fiore che secca
da giorni
la sua sete di vivere.
Cerco fortuna
sale la carne al cielo
oltre il nero
di quell'alloggio.
Casco di ferro
sulla mia testa.
Ancora amore
mani più piccole
ti regalano dolcezza.
E quale sguardo
onestamente
ci umilia o ci desta
restando impresso
nel punto dell'iride
in cui raccogliamo
celati
i nostri eroi.
I nemici
da non incontrare.
mercoledì 25 gennaio 2012
Fiacco
Sprofondano
filano
e si alzano nuovamente
le fattezze sciupate
per strada
nei giorni dati in pegno.
Scaffali straripanti
di memorie e nausea
scivolano
corrono via
scuotendosi dal torpore.
Dai volti morti
sul lato freddo del tetto.
Dall'alba in su
inferriate si dischiudono.
Vestiboli vuoti
per cumuli che ci coprono
indaffarati nel sonno
a fuggire.
lunedì 23 gennaio 2012
( prologo)
lumache
scie di lumache
sbavando con fatica
salgono e scendono
bussando ad ogni porta
nascoste dietro
un idea
si consolano
tenendosi in moto
correndo
o facendo finta
Saldi
Nella tromba delle scale
ci si saluta.
Tu ridi
io rido.
Anche i gradini logori
ridono.
I corrimano consumati
le macchie sul muro
ridono.
Le targhette dei nomi
i vetri ancora puliti
ridono.
I resti di sigarette fumate
schiacciate in bella vista
ridono.
Gli stracci passati veloci
da persone contro
ridiamo tutti.
giovedì 19 gennaio 2012
Vu
Vorrei solo ungere
di quieto vivere
ciò che resta delle mie ossa.
Marmorizzando il corpo
con sputi di calce
e arena e colla
per rendermi più rigido
al confronto.
Chi mi ha visto nudo
senza vestiti
solo coperto di stupore
e pelle.
Chi mi ha visto
senza scudi di parole
nudo di nuovo
per non aver vergogna
verso chi è morto.
Chi mi ha visto
solo bianco e bronzo
come giovane autore.
Chi mi ha visto
chi cane
mi ha visto.
martedì 17 gennaio 2012
L'oro vicino
Eppur si vive
e vivendo si spera
per poter far giungere in dono
a chi è rimasto a casa
un vestito migliore.
Uno sforzo
umili ci si piega
senza rispondere agli insulti
piegando la schiena
sulle cassette a terra.
Più veloce, più veloce
un euro in più
un soldo in meno
da mandare oltre il mare
dove ha più peso.
L'albero colmo di frutti e colore
spine che si spingono
sulle mani legate
a raccogliere con furia
l'arancio della terra.
la neve per fortuna non infierisce
chi si ricovera vicino al mare
in spiagge invernali deserte
per addolcire nel sonno la fatica.
Per risparmiare i magri salari
rubati al lavoro forzato
senza diritti e sorrisi
ma solo pianti neri isolati
lontani da casa
dove lento scorre il fiume 'ndrina.
lunedì 16 gennaio 2012
Sogno
Raccolgo con voglia
i miei desideri più belli
da seminare su questo tavolo
dove mi appoggio con forza.
E' il coraggio che mi manca
per sputare più forte
e lontano da me
il veleno che accolgo in bocca.
Un lago sereno
che guardo sdraiato
sulle rive fangose
dove le gambe
del tavolo affondano
sotto il peso
della mia ira.
Quando arriverò all'acqua
spero che questo legno tenga
il peso animale del mio corpo
e nel silenzio naturale
galleggiare disteso
a osservare il cielo
che mi copre.
martedì 10 gennaio 2012
Per un saluto in più
E non esiste rancore
sotto questo fiato tagliente
di teste cupe che danzano
accompagnando
ciò che resta del passato.
Di notte
la fame di parole sensate
ci assale e ci spinge
verso la pelle perduta
in abbracci troppo stretti.
Calma e parsimonia d'amore
dietro languidi discorsi
e nasi mocciosi
fin sopra le labbra
amaranto di vino
e salute.
Corda amara
di vita o salvezza
ci unisce o ci slega
con l'ansia più forte
di ogni bracciata
lanciata scoperta
a raggiungere il vuoto
che ci separa dai sogni.
E non resiste di notte
la pace in tormenta
per un saluto in più.
mercoledì 4 gennaio 2012
Imperfezioni
C'è un tocco di rosso
ammalati d'inverno
immergendo le braccia nell'acqua
ed è imprudente
privati di dignità
anche senza gas
scoperti, spogliati
nudi
leggere con l'animo di chi ascolta.
Indicarsi
come pomello giallo e rotondo
piante appese, sopra mobili
tra un passaggio e l'altro
mare calmo
nel destino dell'intervallo
interno
un attimo di felicità
non riconoscersi.
Odori, argilla che invecchia
dita che spalmano saliva
ceste profumano
non più sane
ma non puzzano
più dei colli possibili
dei binocoli nascosti
tra i libri e gli atlanti.
Ieri ho tentato
di rendere lucida la pietra a terra
oggi la guardo opaca
tra la calce e un calice
solitario ricordo
uomo bicchiere
superstite
una foto in un angolo.
Le squadre
che misurano gli spazi
torre souvenir spezzata
piatto colmo di tempere
avvolto in un velo
erotico trasparente
di plastica aderente
piccole luci
più utili di quanto si potesse immaginare.
Memorie incorniciate
risaltano di bellezza profonda
e questo schermo verde che parla
schiaffo di foglie
la palpebra che non si ferma
per allietare al mattino
la luce e l'ombra.
Succhia la mente
l'uccello giovane porta doni.
venerdì 30 dicembre 2011
Guardando Avanti
e come regalo un sole più bello
di quello che splende
oggi
nel vagone merci
che arriva da lontano
per incartare
la mano prima di ogni stretta
un bastone
un uomo sdraiato nel letto di un fiume
una coperta di foglie di diverse stagioni
che grida colori
tra il verde e il marrone
una scheggia nell'occhio
un nervo
la nuova giornata
un cannone spezzato che spara lontano
colpendo nel pieno
un petto assordante
e strazi di braccia si levano alte
salutano al cielo
da ogni lamento
non aver visto
non si era presenti
avendo abbassato dolcemente
lo sguardo
per osservare le crepe dell'asfalto
che sfumano piano
la bocca in silenzio
solo occhi distanti
che schianto
un'ora passata colombo nel tetto
piume macchiate di grezzo
e di bianco
cadere dall'alto come sogno
diurno
spalmando il corpo più veloce
martedì 20 dicembre 2011
mordere
ti vedo da lontano raccolto di spighe figlie
a misura di bocca il lavoro di amare
e il fuoco feroce che le vuole fermare
qualcuno che soffia quel odio di vento
nell'attimo in cui si delizia l'odore
di un pane che forse vorremo baciare.
nelle nuvole nere di fumo si spegne il racconto
mi mangio la cenere più triste del giorno
sono pupille di vetro che portiamo in buca
ma non ci basta.
la schiena confondeva il dolore con la sedia
offrendo la colpa al legno duro e piatto
e per ogni risveglio un frutto diverso
da ferire al buio per sentirlo più fresco
nel morso il sapore.
venerdì 16 dicembre 2011
Meglio adesso che dopo
comunque basso il prezzo
per quanto vale ammirare il cielo
dietro i vetri scheggiati da chi ci ha preceduto
per segnare l'infinito con l'ombra delle parole
o con mucchi di pietre accatastate
come se attorno fosse sempre stato brullo
noi di questo mondo complici
candidi come lenzuola d'ospedale
marchiati a fuoco come buoi.
PETRUS
Il tuo sorriso ha intricato i rami degli alberi
ha buttato a terra i muri dove crescevano i funghi
la smania che hai avuto d'esser tutto e nulla
ha cambiato il colore dalla terra che calpestiamo
se tu sereno hai seminato solo te stesso
con noncuranza e pieno di distrazioni
se dell'amore hai capito la perseveranza
e del dolore la vendetta e l'amicizia
l'orto scosceso dei tuoi occhi saremo noi.
ha buttato a terra i muri dove crescevano i funghi
la smania che hai avuto d'esser tutto e nulla
ha cambiato il colore dalla terra che calpestiamo
se tu sereno hai seminato solo te stesso
con noncuranza e pieno di distrazioni
se dell'amore hai capito la perseveranza
e del dolore la vendetta e l'amicizia
l'orto scosceso dei tuoi occhi saremo noi.
lunedì 5 dicembre 2011
Carne procede
Color d'oro di sopravvivenza
germogliano nell'orto recintato
irrigato con acque di scolo
fioriscono insieme agli altri
ingenuamente sciolti
fino a che mano forte
non li strappa violentemente alla terra.
Cede
Saziati di funghi, i figli che preferisci
come l'uomo che grida
- diamo la terra agli orchi
e poi vendette sulle vedette
che avvertono gli altri
sui rovesci incombenti.
Carne
Schiaccio il pane con la mano
come atto simbolico
ci verserei anche un po' del mio sangue
per rendere il gesto più comprensibile.
Il sangue come moneta
al posto delle conchiglie
in cambio di qualcosa.
(inizio)
Nutrendosi di muffe
nel bruciore
nell'attorcigliarsi gridando
tenendo stretto lo stomaco
rantolando sul pavimento
sanandosi con l'erba come i cani
in cerca di una fine più gloriosa.
Luce ,forse è il sole
Hai dipinto un uomo sulla moto ,
i graffi nel colore nero sono luci
nelle abitudini del carburatore sono voci .
L’ idea del colore giallo mi conforta ,
riflette le ragioni dei romantici .
Solo i bugiardi amano bucare le montagne .
La ballata dell’esilio
così complessa che sa di malinconia .
Congederanno così la nostra quasi poesia ,
congeleranno il velluto di un idea .
La morte è una vita che non si cancella ,
ogni nuovo battito sarà un sorriso
solo per un attimo doloroso .
Il mio cane ucciderà il figlio del padrone ,
una bella storia di cui poter parlare al bar,
spero anche alla radio o in televisione .
Il ferro da stiro è il complice
di un vestito nero
di una cravatta rossa
tenuta nell’ armadio ad aspettare il primo maggio .
La classe operaia arretra tra le canne degli organi
di una chiesa che la tiene viva ,
preti rivoluzionari ,
rivoluzionari che si comportano da preti .
Paura della lotta o solo paura .
15% di sconto sulla sartoria su misura .
Animali sudati ,verso il mattatoio .
Sconfitta per l’ uomo che non osa ,
o per il politicante ,dipendente di stato
che dentro il nuraghe non vive
ma adora farsi fotografare
coperto da assurdi pellami .
Mai contrariare la forza del fiume :
chi non si arrende sa attendere,
sa resistere silenzioso senza fare polemiche .
Arrabbiandosi ha buttato giu’ le mura
è riuscito ad uccidere, a farsi odiare ,
non si possono ingabbiare le acque
ma arrestare solo chi le disprezza .
Poco umile ,bellissima
presuntuosa e colta
lucide labbra rabbiose
hanno smesso
oramai di sorriderci .
Buono il vino rosso ,
sogno che diventa sonno
noi liberi di complicarci la vita .
in eterno .
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