domenica 30 ottobre 2011
Nell'orlo
Trova un altro eroe, altre stagioni per perdere
senza luce, finché dura la cera
nell'oro del posto, nel ridere
aprendo bene la bocca
se non chi accende, l'ultima notte felice
nel buio nel cedere, parole feroci
quell'altro che diceva, più forte del muro
io vivo altrove, odiando già me stesso
cova germe mafioso.
E se mi fermo
come cartello o lampione, sputo sulla mia ombra
cartellone stracciato, oltre questo giorno
sabbia che diventa cemento
remare e spalare, forse non è frenetico
tra uomini ciondoli, essere cannibali è diverso
trattati male e discorsi di vita
mangiare anche gli scarti, mangiando anche se stessi
scontrandosi con la terra, con i propri vermi
e comunque io vi odio
vi odio tutti
anche chi per finta vola sulle stelle
sentendosi più umano.
mercoledì 26 ottobre 2011
Margherite al mare
Un culo freddo o un anima
pescatore che ha perso il mestiere
per non accettare insegnamenti .
L’America è sulla carne che mangio ,
su quello che compro per sentirmi bene ,
sul caldo della pelle sudata
che sbiadisce nella luce
della ragione che ho perso .
Pecora o uomo trasgressivo
che non ama indossare nessun capotto
nessun armistizio velato sulle pentole
un calco di cenere che solo il cielo venera .
Non è paragonabile l’odio che indosso
alle rocce che trasportano i camion
ai funerali che lasciano senza lacrime
alla riscossa dell’acqua ad ottobre
ai dipinti delle piogge sulle spiagge d’inverno.
Dobbiamo sorridere nel mentire,
per vedere l’arrivo ,per amare di nuovo .
Sgambettare il mondo durante il percorso ,
per fingere di dimenticare ,
per ridere colmi di lacrime.
Marco siamo svegli da quanti lunedì
a recitare senza avere il privilegio di essere attori ,
nella lotta correre senza avere polmoni
sorpresi di poter vincere .
Per consapevolezza ultimo
vomito senza avere medaglie
nessun applauso mi deconcentra
nessuna gloria mi inebria all’arrivo
solo odio poetico ,amare risate
tolte al tempo libero,
alla prosa alle sue vene
manco fosse mio
il mio corpo.
Cuore di ancora
ferro che si incaglia nelle parole
nella pietra nera dell’Acqua dolce
ennesimo tuffo di bambino
che apre gli occhi sottacqua .
Sole e vento nelle ombre
di pomeriggio sogno
il mio ritorno .
domenica 23 ottobre 2011
FAI
Figli di forma sublime di disprezzo siete voi di tutto ciò che ha un prezzo come siete divisi in quarti di bestia perché neanche il peso basta a delimitare quanto massacro è compiuto nelle carceri e dietro recinti chiamati libertà che sono muri imbiancati per la festa oppure spazi aperti dove i guardiani parlano molto e tengono lontani i fantasmi delle loro vite masticando culi da televisione e con cani dagli occhi bianchi casalinghe ginniche mettono a posto il mondo strappandosi i capelli per avere in casa un pavimento di legno d’Islanda e gli amici come premio del mutismo viscerale e della commozione fasulla come petalo di rosa che prima o poi cadrà.
venerdì 21 ottobre 2011
Travi che calano
Piove il cielo
quanto ne aveva voglia
e quanto piange.
Ore di macchine e alchimie
dove soffre senza voglia
la terra martoriata.
Scende per ultimo chi monco
non può salutare,
nel ferro rifugio che non ti salva
spoglio di rovine
e pareti di denti.
Scuro nel muro il cielo alla sera
e vassoi che rotolano
come rotolano gli anni.
Senza vergogna
bastardi non solo i cani,
poveri cani
piovono anche loro dal cielo.
La terra si muove
qualcuno se ne accorge
altri si spaventano.
mercoledì 19 ottobre 2011
Ricordi
Se non fosse olio sarebbe lino
un manto di bianco velato
un ora, colla di coniglio
pennello nel calare.
Tra strato e strato la voce
era il tempo, coda di lupo
fai acqua.
Ci vedo, nello stesso istante
cagare e vomitare
nel metro quadrato di mattonelle
verdi e vergini
bagno chiuso, denti sul lavandino.
Se non fosse fuga, sogno
film visti e rivisti
registi di culto, ossessione
se non fosse, luce naturale.
Via i fiati, via via
addio all'odore
via il male che sta solo in chi osserva.
battiti e battiti ed ancora lontano
così lontano da non vedersi.
Nello stesso istante sputare
poi di nuovo vomitare
vita nella ghiaia, gialla e raccolta
all'aperto nel bianco della luna.
Se non fosse un sogno, fuga
di vita vista e rivista
denti sul lavabo, duro da mordere.
Tra strato e strato
è morto, coda di lupo
cerca l'acqua.
lunedì 17 ottobre 2011
Caldo nero
Il freddo non arriva
sole lento.
Non arriva l'acqua dal cielo
per bagnarci la testa,
ancora pelle nuda, nell'aria
fa sorridere i viandanti,
la neve aspetta
fuori la porta dell'inverno.
Che passi questa seconda folle primavera
getta scompiglio tra animali e piante,
creature agitate vestite di paglia
cercano germogli fuori stagione.
Si aspettano i primi brividi da freddo
il fresco che punge porta piacere,
ci si consola con altri tremori
ben peggiori e non piacevoli.
Estate iniziata tardi
chiude rubando giorni all'autunno,
un tramonto caldo
da tutti i punti di vista.
Vedo fuochi, fiamme
nei fianchi del monte non troppo lontano,
disarmato le osservo
in calzoni corti, sorseggiando caffè.
Brucia terra secca
nevica cenere.
domenica 16 ottobre 2011
Valle Giulia
Se non sposti queste pietre per mostrare la tua terra nuda
i rovi abbracceranno presto gli alberi che non hai abbattuto
e non avrai più niente di cui lamentarti coperto di ferite e sangue
perché la tua pace avrà la faccia di chi combatte senza gusto
ma dimmi a cosa ti ha portato questa sofferenza che tu chiami dolore
cos'è questa bandiera che hai cucito come sudario nero sulla tua vita
non sei tu il sapore che senti in bocca
tu sei loro.
giovedì 13 ottobre 2011
Nell'arco del tempo quotidianità
svegliarsi, alzarsi, muoversi
Nell'assenza di un disegno generale
uccidiamo il verme veleno che ci consuma.
Nell'assenza di una lotta contro il dolore
abbattiamo le caste mentali
nella sofferenza inutile
nell'ignoranza
fermiamo il tempo dilatandolo
nel segno infinito delle nostre idee.
Senza scivolare nella banalità delle "voci"
le contrapposizioni che rendono cronico il vivere.
Chi come te, chi arriva a dire
chi sordo sente solo il proprio eco
di avere il diritto e la presunzione di agire.
Nel tornaconto infinito
invischiato nella melma della corruzione.
Chi come me arriva a dire
perdendo fiato tra i muri di orecchie che sudano miele
che tale diritto e dovere è assente.
Occorre distruggere
letteralmente eliminare
nella bestialità dell'azione che diviene istinto
le logge di potere
che ostacolano la verità e la libertà.
Sopra vivere è un diritto naturale
è innaturale vivere sotto.
venerdì 7 ottobre 2011
La guerra per l'acqua
Si scivola nell'oblio nel paese che non c'è
non c'è speranza e non c'è pazienza.
Come non vedere fame e carestie
il circo nel suo massimo splendore
la paura che ci forza nelle cantine
con riserve di cibo
lucidano gli scudi e i megafoni colmi di saliva.
Chi lotta nella sabbia, chi muore da solo
abbandonato nel suo letto
i cani sbavano stringendosi intorno all'osso.
Nessuno fa più luce
non si può neanche scegliere cosa leggere
si vive isolati nell'ombra
uomini gentili invitano a non vendere certi giornali
falsamente ci si illude con amicizie virtuali.
Cercasi giovani donne per seppellirsi di lavoro
cercasi volontari per immolarsi gratuitamente
cercasi nuovi poveri da sfruttare.
Non più, non come, perché svegliarsi ?
Occhio veleno, il progetto è vecchio
lo portano avanti a piccoli passi
nell'indifferenza generale.
Ti affamo, così pensi solo al pane
a come trovarlo, a come rubarlo
visto che siamo tutti ladri e complici
pian piano ti privo dei diritti
non te li rubo, semplicemente te li tolgo.
E tu zitto, stai zitto
per caso hai ancora pane da parte (?)
ti vien voglia di alzare la testa (?)
ho la risposta pronta per te....
Tu non capisci, povero disgraziato
ce lo chiedono i mercanti
i mercanti comandano, tu devi solo consumare
non si sa più cosa ma solo consumare.
Altro che essere e avere
qui, li e dovunque
è non essere e non avere.
lunedì 3 ottobre 2011
Altro che bel paese
Testimone passivo, come passante
di proteste in corso
nella disperazione che monta
uomini vestiti di blu bloccano le strade
altri uomini in vestiti più scuri
li guardano senza intervenire
in solidarietà e disagio
chi ha un posto sicuro, gli altri rischiano.
Eppure sono uguali
la maggior parte provengono
dalle stesse province di uno stato decaduto
si differenziano solo tra i pantaloni stirati
lucidi e quelli macchiati e raggrinziti.
Ragazzi ben oltre i 30 e i 40 anni
quando si lotta si ringiovanisce
si dividono i compiti
eccitati in ogni angolo.
Ed io li guardo
passando in mezzo li guardo
non devo salvare il mio lavoro
un lavoro non ce l'ho.
Nell'assurdo sembra un privilegio
gridare per proteggere il proprio posto di lavoro
hanno speranza, illusoria, ma sempre speranza.
Purtroppo il fallimento è solo l'inizio
non solo sono marce le radici
è marcio tutto l'albero
ed i germogli, i nostri figli
per cosa dovranno lottare
per l'aria ?
L'acqua se l'hanno già venduta
al di la delle illusorie consultazioni popolari.
Ancora adesso che scrivo
dalla visuale perpetua del mio terrazzo di vita
tutto è bloccato
auto in infinite colonne silenziose
fermi ed in rassegnazione
aspettano che il tempo passi
non suona neanche un clacson.
Oramai tutti capiscono
ognuno chiuso in se stesso
pensa solo a quando sarà il suo turno.
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