mercoledì 1 febbraio 2017




        Tu sarai


guarda
le mie unghie come sono sporche  
frutta e non frutti  
guarda le mie mani
guarda
le mie mani a seconda dell'umore  
guardami
e allora amiamoci profondamente
ora e un giorno  
scendo a terra per vederti  
una febbre a senso unico  
scendo a terra per te
mi ricordo di quel giorno  
ridiamo guardandoci in faccia  
mi ricordo  
mi ricordo ancora
non importa  
come piovessero pietre  
il tempo che passa  
non passerà mai
furono le case a confondere il cuore  
furono i giorni  a separarci  
e non chiedere perché
perché non ti ho mai risposto  
non sprechiamo  
frutta e non flutti  
un annegamento comune
corpi vestiti bagnati affondano  
non preparati per la vita  
gli occhi non sono specchi
occhi che non sono ricordi  
occhi che a volte non guardano  
gli occhi tuoi ciechi
eppure io ti amo ancora







domenica 29 gennaio 2017



           è pronta la finzione :
          poesia del sabato


il sabato del villaggio che non esiste più
distrutto dall'idiozia

chi fermerà il mare, il mare di gente

i gelati dell'estate, il filo spinato
coltivato sul confine come il mais

i fotografi delle lacrime


chi realmente fermerà il mare



gli scogli e la terra forse fermeranno il mare
mentre moriremo dentro le tende improvvisate
sopra gli alberi e le loro radici

e non siamo soli
a morire per cercare di fermare il mare



la ghiaia attaccata, appiccicata e lanciata come sfida
il vento che lentamente la erode
la stacca, a poco a poco
il vento che si stanca

immaginati solo

immaginati di essere lì



in mezzo al mare del niente
con i figli del mondo nelle tue mezze braccia
disperate e disperse

hai venduto tutto per niente
cerca di immaginare
cosa non faresti per salvarli e per salvarti


chi fermerà il mare

niente e nessuno fermerà il mare di gente




        è pronta la poesia: 
          un sabato finto


acqua, sapone e neve
come non credere che tu sia un figlio

e distruggerti

come non cadere, le noci e i nitriti estivi
paglia e amore

nei gradini bagnati dalla pioggia siamo stanchi
sono stanco

nel marmo e nelle nebbie di un ponte
di essere un uomo

un uomo qualunque



quando hanno rimesso in libertà la lingua
gli amanti e gli eroi dei salottini da passeggio

esponendosi sul serio, fuggendo da balconi
a legnaie sottostanti

mentre, il vetro bicchiere grida
quasi vendetta

dall'ombra talmente grande
che la carta accartocciata affianco
chiede e cerca aiuto


Voi che avete grazia e cantanti

dove

dove si è perso il tempo

e piacere e spiagge che hanno ombrelloni
come fossero alberi

dove si è perso l'attimo
voi che avete sciolto gli idiomi del passato

dove si è persa la ragione
voi che avete visto per cosa si vive

scivolando nel ghiaccio di amori mentali
ed eterni, e per comodità
esserne comparse

voi che vi siete risposti

liberi erranti liberi che fanno finta

consapevoli della propria
tristezza e solitudine

voi che avete

io vi chiedo

che senso ha


niente e nessuno fermerà il mare
il mare di gente








sabato 28 gennaio 2017





                           S N E M


                                 






giovedì 12 gennaio 2017

lunedì 2 gennaio 2017

venerdì 30 dicembre 2016

mercoledì 14 dicembre 2016




Ruga


una barista dall'accento francese 
che portava casse d'acqua nei vicoli 
durante la notte
mi ha sussurrato all'orecchio che il mondo è piatto

meridiana, un corvo cantava
nuvole e nebbia e poi aspetta
i giorni che verranno

ho chiesto informazioni

un ammasso di peli sdraiato a terra
simpatico e zoppo il suo compagno
di vita
ha detto che è preferibile 
svoltare alla prima destra

quadro interessante, uomo particolare
prendi il numero di telefono dalla vetrina

ristorante indiano sull'angolo
ganesh, ponte e fiume
chiavistello, bastoni e carte
piombo e cuore

ancora adesso ti vedo, voltarti
un altro mattone , un'altra fuga 
corto per sempre, perso nella foschia
romantico, affascinante, 
scrivere sui tovaglioli di carta

senza amore l'erba bagnata di piscio
senza amore sdraiarsi su quell'erba
senza amore il ricordo

son rimasto spiazzato, confuso
continuavo a camminare

faccia bianca, capelli tra il biondo ed il grigio
occhi azzurri persi sicuramente miopi

grappa freddo umido sino alle ossa
quella più bassa si arrangiava con una cassetta

cani ovunque
fuori e dentro, quasi liberi, non i cani
ma i loro accompagnatori 





mercoledì 23 novembre 2016

Angoli di Luce


SU PONTE




Buia avventura compagno

Verso Nessuno

Ho presentato la vera schifezza .

Verso Nessuno ,

Ho illuminato le mie miserie

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Deluso le  lacrime sul mio volto

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Dei silenzi che osservo della tua anima, una porta.

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Poeta ,forse quasi poeta.

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno

La  gabbia chiusa,

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno

E'  sempre aperta per tutti.

Cane che muore

Verso Nessuno

Verso Nessuno

davanti ad un di un recinto .


Danza per uomini legati sulle braccia.

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno


Tutti rispettosi e immobili .

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno


Collare senza guinzaglio

Verso Nessuno

Verso Nessuno

 finestre gialle


Verso Nessuno

 obsolete finestre gialle..

Liberi o  agitati ,

Verso Nessuno

Verso Nessuno

Verso Nessuno

bambini puri senza, dogmi

Con un idea  Verso Nessun uomo.

Verso  nessunada

 da cantare con ingenuità .


martedì 22 novembre 2016

La pelle


Ora sono qua
 nel tuo spazio pieno di colore
con il tempo delle vergogne ,
che mi osserva.

Le  mie navigazioni sono nuvole
la polvere delle piogge mai cadute,
sempre ubriacate dalle parole
nella realtà sono anime della debolezza.

Sonno , del vino rosso complice.
Sara ama le cose , le parole
attenta alle voci al coro alle pieghe del vento.

La sera è vuota ,il caldo è ossessivo,
gioia che scappa via, vergine in basso
piovra in alto della sua posizione
piena di bellezza ,rallenta la mia malinconia adesso.





QUANNA



Avere solo fiato
se il fiato fosse storia.

Guardare avanti .

Alla luce
ai testimoni della radiosità.

Quando più in la della mia povertà
bambino di quartiere
senza privilegi ,piangevo,

Guardavo le leggi senza stato

amico di  un carabiniere illuminato.

Voglio  una bicicletta .

Nessuna madre ,nessuna famiglia ha soldi .

Solo il rispetto
devia la povertà .

Arrivederci.






sabato 19 novembre 2016

Lui




Lui annega
ora sta zitto .

Nel mare ripiega
vomita il suo sorriso
ai pesci e al tramonto.

Lui annega
pensa al'unico bacio .

Consiglio Musicale


Vivo e stupido



Gioco  nel vuoto ,
ora sul mio piede mulatto
il mio piede malato biondo
mi porta via aspettandoti,
pensando di essere un uomo nuovo.
Cammino nel cerchio ovattato dalle cazzate .

Corri sul vanto della tua strada
mentre vomitano i divieti di  stato ,
di onore,forse solo di parole.
La rabbia del nulla ,la caccia allo sciamano
la vanità in mano e  sui piedi la divergenza
una nuova passeggiata,un uomo cammina nel buio
un cuore da impiegato,
labbra forti ,denti piegati dalla nervosi.

Oggi ,stai attento
essere liberi ,se essere uomini è il nulla
anarchico del ricordo di una vendetta mai avverata
nel' essere un oceano sbronzo mai ubriaco.
Il vuoto con tenerezza mi aspetta
con un bancomat che funziona
per avere certezza o povertà  uniche
nell'ombra sempre .Sempre nell'ombra.


Vuota lacrima ,un prezzo da esporre
forense pienezza , labirinti nel dubbio del dubbio
comunque  un sorriso nel rancore
mi ricordo del cemento, della tua bellezza
non mi scordo del gatto grigio nel terrazzo
della mia mia paura del vuoto
della vendetta immorale che ho dentro.

Il silenzio di un  popolo che non ama i suoi piedi
il vuoto di chi non conosce il suo cuore
le parole  del culo che vomita
un socialismo perduto in un ipermercato
un imbuto senza una  botte da riempire
una parola complice ,una voce silenziosa
pacata spero ,piegata dalla mia acetazzione
funerea , dimenticata pochi attimi dopo.






   

       CIAO BELLA



Oggi, 19  novenbre, colleghi pochi
idee tante e buoni propositi.


Numero di fosse e bambini per fossa

ancora dobbiamo decidere
un numero a caso per il pezzo

verifichiamo al momento
poi un numero a cazzo va bene.


L'elenco di tutti i presenti,
i votanti e gli assenti, poi decidiamo

i bambini nella fossa erano più
o meno di dieci

già dieci è un numero vendibile
meno di dieci non faccio neanche il pezzo.


All'ultima assemblea troppi assenti
poi non vi lamentate se siamo in pochi
a decidere.


Allora quanti erano questi bambini...


Sentite, io non sono d'accordo con voi
colleghi

anche se ero assente alle ultime riunioni

l'infanzia prima di tutto.








Man di Bola








sabato 5 novembre 2016



- Pronto, pronto
sono io -




persino Vinicio che faceva collezione
di lattine di birra
o forse si vantava della mania
del fratello maggiore
ha detto no


il mondo gira su se stesso
i giorni passano
passano anche i mesi
come i treni che non si fermano
alla tua stazione


niente si ferma alla mia stazione
e io non aspetto
corro a prendere l'autobus


ho fretta da vendere
anche se non mi aspetta
nessuno


non so se quest'anno
ci sarà la gara
a chi mangia più veloce
la baklava a Gaziantep


chiederò a Vinicio
forse lo sa...